Il monaco e l’agnello

CELESTINO V A LARINO

Manifesto

(2010)

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Larino, 28 febbraio[1] 2010

 
 

a qualche giorno le televisioni regionali vanno raccontando della storia drammatica del novantenne Luigi Mastromonaco, perdutosi nelle campagne tra Ripabottoni e Morrone del Sannio, mentre se n’era uscito di casa per consegnare un agnello.

Lo stanno cercando già da qualche giorno, in mezzo ai boschi, negli anfratti più nascosti e nei dirupi, ma di lui nessuna traccia.

 
 

Ed ecco, in pieno Anno Giubilare Celestiniano, le spoglie mortali del monaco che fu Pastore della Chiesa universale arrivare nella mia Diocesi, la prima della sua peregrinatio nella sua terra molisana. Il Vescovo ha deciso, eludendo la consuetudine osservata altrove, che esse riposeranno per tutto il mese di marzo, in piena Quaresima, nella sola Concattedrale di Larino.

A tarda sera, al canto delle litanie dei Santi, che accompagnano l’imponente carro nero, il popolo fa da corona al Santo monaco, col Vescovo e i sacerdoti locali, Parroco compreso.

La teca di cristallo varca la soglia della Cattedrale di San Pardo, tra due ali di gente inaspettatamente numerosa; poi il saluto del Pastore diocesano e il Te Deum al suono dell’organo. 

Sei voluto venire, dunque; e probabilmente il sisma mortifero è stato il tragico segno ineluttabile. Ora sei qui, e sono trascorsi trentasette anni dalla visita del tuo discepolo più amato; proprio in quel lontano giorno in cui la mia carne si separò per la prima volta dall’abbraccio della Madre.

La maschera di cera, sopraffatta dalle luci forse un po’ troppo intense, ecco già mostra i primi segni di parziale liquefazione, e qualche goccia sembra volersi staccare dall’orecchio destro; come se, anche da morto, il Vicario di Cristo che depose le Somme Chiavi per tornare al nascondimento dell’eremo, dovesse mostrare un qualche patimento.

 

La mia mano porta alla bocca il bacio alla teca di cristallo qualche giorno prima che i notiziari regionali annuncino il ritrovamento del vecchio Mastromonaco, morto in un segreto anfratto dopo aver consegnato un agnello.



[1] Le spoglie del Pontefice che rinunciò entrano a Larino – in Diocesi – il 28 febbraio, in piena Quaresima. La data appare assai significativa, in quanto esattamente tre anni dopo il papa Benedetto avrebbe rinunciato a sua volta al Pontificato: inizia, a partire da questa data, la “Quaresima” della Chiesa.

 
   

 

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