I graffiti

 

Le invocazioni sono prese e adattate da diverse raccolte di graffiti (tituli scariphati). Gli errori della lingua esprimono la cultura di chi li incise.

 

I graffiti sepolcrali sono solitamente più antichi e tracciati sulla calce fresca; esprimevano invocazioni o semplicemente si riferivano al solo nome del defunto e alla data della deposizione. Quelli dei visitatori erano invece incisi sull’intonaco delle pareti, presso le tombe venerate, e chiedevano l’intercessione del martire, ricordavano il rito del refrigerium – che si effettuava solo in presenza di un sepolcro –, facevano riferimento a un nome, qualche volta preceduto dal segno di croce.

 

L’incisione avveniva con una punta dura, a volte per opera di un quadratarius (lapicida) professionista, che operava presso le tombe, il quale poteva anche effettuare un lavoro preparatorio disegnando le lettere, per dare all’iscrizione maggiore uniformità; compiuto il lavoro d’incisione, si provvedeva a passare una mano di colore nei solchi, di solito nero, a volte minio, più raramente d’oro; altre volte – assai più spesso – erano gli stessi visitatori a incidere i graffiti – per questo molto più rozzi – su una parete vicina alla tomba. Spesso gli stessi sacerdoti che celebravano il rito eucaristico nei pressi delle tombe venerate erano soliti lasciare un graffito in ricordo, con bene evidente il loro titolo.

 

Tra i maggiori gruppi di graffiti romani citiamo quelli presso la tomba di S. Pietro in Vaticano (M. Guarducci, I Graffiti sotto la Confessione di San Pietro in Vaticano, 3 voll., Città del Vaticano 1968), quelli ad catacumbas, dove i resti di Pietro e Paolo furono per un certo periodo traslati [A. Ferrua, Rileggendo i graffiti di S. Sebastiano, pp. 134-141, 428-437], i graffiti nella “Cripta dei Papi” nel cimitero di Callisto, quelli nel cimitero dei SS Marcellino e Pietro, presso il loro sepolcro bisomo, i graffiti nella cripta di S. Ippolito nell’omonimo cimitero sulla Via Tiburtina, quelli nel cimitero di Ponziano, in una galleria che conduce alle tombe dei SS. Abdon e Sennen [per un quadro d’insieme vd. F. Grossi Gondi, Trattato di epigrafia crstiana latina e greca, pp. 24-27; P. Testini, Archeologia Cristiana, pp. 179, 222, 237, 342-345; per un’introduzione alla materia: R. Marichal, Lecture, pubblication et interprétation des graffiti, pp. 147-163; H. Solin, L’interpretazione delle iscrizioni parietali. Note e discussioni, in part. pp. 5-25; un caso più circoscritto, benché pur sempre notevole per l’importanza dei pellegrinaggi che vi si tenevano, in A. Ferrua, Graffiti di pellegrini presso la tomba di S. Felice, pp. 17-19.

 

Per i graffiti, posteriori, rinvenuti nel Santuario garganico di S. Michele: C. Carletti, Iscrizioni murali del Santuario di S. Michele sul monte Gargano, Bari 1979; un caso del tutto diverso, anche per localizzazione geografica, ma assai significativo: E. Testa, Cafarnao IV: I graffiti della casa di s. Pietro, Jerusalem 1972].

 

I graffiti, nel caso di sepolture ipogee, erano spesso tracciati anche lungo le pareti degli itinera ad sanctos che conducevano alle sacre tombe (V. Fiocchi Nicolai-F. Bisconti-D. Mazzoleni, Le catacombe cristiane di Roma, pp. 63, 179-180; per approfondimenti: C. Carletti, Viatores ad martyres. Testimonianze scritte altomedievali nelle catacombe romane, in Epigrafia medievale greca e latina. Ideologia e funzione, Spoleto 1995, pp. 197-225).

 

 

 

Bibliografia:

 

C. Carletti, Iscrizioni murali del Santuario di S. Michele sul monte Gargano, Bari 1979

C. Carletti, Viatores ad martyres. Testimonianze scritte altomedievali nelle catacombe romane, in Epigrafia medievale greca e latina. Ideologia e funzione, Spoleto 1995, pp. 197-225

A. Ferrua, Graffiti di pellegrini presso la tomba di S. Felice, in «Palladio» 13 (1963), pp. 17-19

A. Ferrua, Rileggendo i graffiti di S. Sebastiano, in «La Civiltà Cattolica» 116 (1965), pp. 134-141, 428-437

V. Fiocchi Nicolai-F. Bisconti-D. Mazzoleni, Le catacombe cristiane di Roma. Origini, sviluppo, apparati decorativi, documentazione epigrafica, Regensburg 20022

F. Grossi Gondi, Trattato di epigrafia cristiana latina e greca del mondo romano occidentale, Roma 1920

M. Guarducci, I Graffiti sotto la Confessione di San Pietro in Vaticano, 3 voll., Città del Vaticano 1968

R. Marichal, Lecture, pubblication et interprétation des graffiti, in «Revue des études latines» 45 (1967), pp. 147-163

H. Solin, L’interpretazione delle iscrizioni parietali. Note e discussioni, Faenza 1970

E. Testa, Cafarnao IV: I graffiti della casa di s. Pietro, Jerusalem 1972

P. Testini, Archeologia Cristiana, Bari 19802

 

Scrivi commento

Commenti: 0
About

home