La preghiera rivolta a oriente

 

Sin dai primi secoli stare in piedi, rivolti a oriente, era il modo canonico di pregare (cfr. Mt 6,5; Lc 18,11.13). Così difatti Tertulliano (Ad nat. 1,13): «Alii plane humanius solem Christianum deu æstimant, quod innotuerit ad orientis partem facere nos precationem» [Altri, più conformemente alla natura umana, ritengono che s’era venuto a sapere che noi cristiani facciamo le nostre preghiere rivolti in direzione del sole che sorge].

 

Anche negli acta troviamo i martiri rivolti a oriente, regione della salvezza, per essere giustiziati: «’Έτυχεν δὲ τὸν μὲν Πιόνιον ε̉κ δεξιω̃ν, τὸν δὲ Μητρόδωρον ε̉ξ α̉ριστερω̃ν έσάναι, πλὴν α̉μφότεροι έβλεπον πρὸς α̉νατολάς.» [A Pionio toccò il lato destro, a Metrodoro quello sinistro; in ogni caso entrambi erano rivolti a oriente] (Martyrium Pionii 21,6, ed. A. Hilhorst, trad. it. S. Ronchey, in Atti e passioni dei martiri, Roma-Milano 20076, pp. 188-189).

 

Secondo tutte le versioni bibliche precedenti la [Nova] Vulgata, il Paradiso terrestre si trovava ad oriente, dimora della luce (Gn 2,8: «ad orientem» nelle traduzioni antiche; «a principio» nella [Nova] Vulgata); cfr. anche «a oriente» nell’attuale traduzione in lingua italiana.

 

La Chiesa che è pellegrina sulla terra va dunque verso la manifestazione della παρουσία del suo Signore: «Se dunque vi diranno: “Ecco, è nel deserto”, non andateci; “Ecco, è in casa”, non credeteci. Infatti, come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo» (Mt 24,26s). Allo stesso modo, verso oriente – «addò spunta lu sole»[1] – era diretto il pellegrinaggio della “compagnia” di Larino in direzione del Monte sacro a Dio (verifichiamo, per inciso, che il Santuario micaelico del Gargano si trova quasi al perfetto oriente geografico rispetto alla città frentana, proprio «addò spunta lu sole», che – oggi come allora – spunta proprio dalle ultime cime azzurrine del Gargano).

 

Abbiamo, conseguentemente, tutta una casistica di deposizioni poste a oriente di centri abitati; si veda ad esempio il caso di Giustina di Padova, che stando a una tarda passio (BHL, pp. 4571-4575; BHL Novum Suppl.; AA.SS. Oct. III, pp. 790-826; Nov. III, pp. 350-359) sarebbe stata condannata alla pena capitale il 7 ottobre del 304, e il cui corpo venne deposto proprio a oriente del centro urbano, nei pressi del teatro romano, dove, nel VI secolo, il prefetto del pretorio Opilione fece erigere una chiesa, conservatasi fino al 1117, quando un terremoto la rase al suolo. Accanto alla chiesa sorgeva un monastero (VIII-IX secolo), rovinato anch’esso e riedificato dai Benedettini nel X secolo [A. Barzon, Santa Giustina vergine e martire di Padova, in «Boll. Dioc. di Padova» 34 (1949), pp. 269-314; M. Tonzig, La basilica romanico-gotica di santa Giustina, Padova 1932].

 

Si tratta, è evidente, di accadimenti del tutto simili al nostro caso larinese, dove la Basilica paleocristiana rinvenuta nel 1948 in località San Primiano, con annesso monastero benedettino, si trova a oriente dell’antica città romana.

 

 

 

Bibliografia:

 

Atti e passioni dei martiri, edd. A.A.R. Bastiaensen-A. Hilhorst-G.A.A. Kortekaas-A.P. Orbán-M.M. van Assendelft, Roma-Milano 20076

A. Barzon, Santa Giustina vergine e martire di Padova, in «Boll. Dioc. di Padova» 34 (1949), pp. 269-314

BHL – Bibliotheca Hagiographica Latina. Novum Supplementum, (Subsidia Hagiographica 70), ed. H. Fros, Bruxellis 1986

Biblia Sacra. Vulgatæ editionis Sixti V Pontificis Maximi iussu recognita et Clementis VIII auctoritate edita. Nova editio accurate emendata, Cinisello Balsamo 2003

G. Ladocsi, art. Oriente-Orientamento, in Dizionario Patristico e di Antichità Cristiane, ed A. Di Bernardino, II, Casale Monferrato 1988, coll. 2515-2516

Tertullianus, Ad nationes 1 : PL I

M. Tonzig, La basilica romanico-gotica di santa Giustina, Padova 1932

C. Vogel, Versus ad Orientem, in «Studi medievali» III/1 (1960), pp. 447-469

C. Vogel, L’orientation vers l’est du célébrant et des fidèles pendant la célébration eucharistique, in «Orient Syrien» 9 (1964), pp. 3-37



[1] Carrese di San Pardo I,32 (versione seconda).

 

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