La strada tra Larinum e Luceria

 

Il collegamento viario tra le due città non sembrava menzionato dagli antichi itinerari, anche se Tito Livio pareva alludervi: «Duæ ad Luceriam ferebant viæ, altera præter oram Superi Maris, patens apertaque sed quanto tutior tanto fere longior, altera per Furculas Caudinas, brevior» (Ab urb. cond. IX,2,6). Tuttavia i più recenti rinvenimenti epigrafici – la Tabula Patronatus di Santa Croce di Magliano, nei cui pressi passa il tratturo Sant’Andrea-Biferno – hanno confermato l’esistenza della direttrice viaria (G. De Benedittis-A. Di Niro, La tabula patronatus di S. Croce di Magliano, pp. 1-14; vd. anche A. Palma, Un nuovo decreto decurionale di Luceria del 327 d.C., pp. 201-213).

 

Uscendo dalla c.d. Porta Orientale (430 m s.l.m.), la strada, con andamento sud-est, avendo a monte l’od. Masseria Minni, scendeva rettilinea verso la Masseria dei Pazzi (362 m s.l.m.) e la Fonte del Pinco (233 m s.l.m.), per poi proseguire lungo il tratturo Sant’Andrea-Biferno, fino all’innesto col tratturo Celano-Foggia, che conduceva nei pressi di Lucera, poco più di un miglio a nord della città [E. De Felice, Larinum, n.ri 17-19 della tavoletta IGM allegata; G. De Benedittis (ed.), Il porto romano sul Biferno, p. 12 e nn. 71-73].

 

 

Conoscendo in maniera abbastanza delineata quale fosse l’andamento della cinta muraria dell’abitato tardoantico di Lucera, dobbiamo supporre che i martyres designati provenienti da Larino siano entrati attraverso la porta urbica posta all’estremità settentrionale del cardo – il Morlacco  la denomina Porta Sacra [Le mura e le porte di Lucera, ASP 40 (1987), p. 75 e ss.] –, nei pressi dell’attuale cimitero, tra il Viale Pace e il Viale Ovidio, dove peraltro, tra il 1920 e il 1922, fu individuata una necropoli datata al II-III secolo d.C., che io ritengo fosse il primitivo luogo di sepoltura dei Martiri Larinesi [C. D’Angela, Una necropoli di età imperiale a Lucera, ASP 39 1/4 (1986), pp. 335-344; vd. comunque E. Lippolis-M. Mazzei, L’età imperiale, p. 263, fig. 31 per la pianta; vd anche D. Morlacco, art. cit., p. 176, riportata la pianta – datata – del d’Amelj (1861)].

 

Si tratta verosimilmente della stessa direttrice viaria che avrebbero percorso, oltre cinque secoli dopo, le spoglie mortali di San Pardo alla volta di Larino.

 

 

 

Bibliografia:

 

C. D’Angela, Una necropoli di età imperiale a Lucera, «Archivio Storico Pugliese» 39 1/4 (1986), pp. 335-344

G. De Benedittis (ed.), Il porto romano sul Biferno tra Storia e Archeologia, Campobasso 2008

G. De Benedittis-A. Di Niro, La tabula patronatus di S. Croce di Magliano, Campobasso 2004

E. De Felice, Larinum, Firenze 1994

E. Lippolis-M. Mazzei, L’età imperiale, in La Daunia antica. Dalla preistoria all’altomedioevo, ed. M. Mazzei, Milano 1984, pp. 253-314

D. Morlacco, Le mura e le porte di Lucera, in «Archivio Storico Pugliese» 40 (1987), pp. 171-196

A. Palma, Un nuovo decreto decurionale di Luceria del 327 d.C., in Studi in onore di Francesco Grelle, Bari 2006, pp. 201-213

Titus Livius, Ab urbe condita IX

 


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